Sono interessato alla funzione di recupero rivestita dall’atto creativo nell’eventualità in cui, calato nel quotidiano, questo assuma valore documentaristico, di testimonianza volta ad attribuire nuova dignità ad immagini legate ad un passato di cui (per quanto recente) non ci è dato approdare ad una totale riappropriaz(io)ne.

Tali iconografie risulterebbero infatti prossime all’oblio se l’intervento artistico non si interponesse tra queste ultime e la risultanza della frammentazione di una dimensione sociale (e sempre più quotidiana) sulle stesse, relegandole nuovamente all’interno della sfera pubblica oltre che individuale.

Siamo di fronte ad un processo che, qualora la facoltà conservativa della propria identità risulti minata dal trascorrere dell’esistenza, può essere invertito non appena l’autore la sottoponga ad una pratica di de-personificazione (e, conseguentemente, spariz(io)ne), facendola rientrare a far parte dell’immaginario collettivo.

Ecco allora come, tramite stratificazione intermediale, queste assumono la forma di ready made che paiono aver già subìto l’azione del tempo, confluendo in un ambito rievocativo al cui interno si configurino quale reperto non più unicamente riconducibile alla vita privata del singolo.

L'oggetto in questione assume inoltre il valore di schermo, negativo di un immagine che può tuttavia essere riattivata in qualunque momento, con un intento leggibile come (oltre che memoriale) ricostitutivo.

Colloco il mio intervento in questa zona interstiziale e marginale di non-definizione e di transizione tra l’individuale ed il relazionale, tra la conservazione di un rimosso che ad oggi riscopriamo essere estremamente attuale e l’esigenza di individuare inedite forme di recupero e attribuzione identitaria, sulla base di una per(e)sistenza di frammenti (che di tale rimozione sono immagine concreta) dalle connotazioni sociali: disseminati all’interno del paesaggio urbano ed interiore che ciascuno di noi abita, aprono alla possibilità di tracciare ulteriori ipotesi di ricostruzione a partire dalle macerie.

P.D.F.