Papers (Pagine Di-Cenere) II (2021)

La serie costituisce il punto d’approdo di un’indagine più ampia avviata al termine del percorso triennale in accademia. Sotto questo nome riunisce le effimere testimonianze delle memorie individuali e private, le quali vengono sottoposte a stratificazione intermediale tramite l’apporto di cera, combustione e pigmento ad olio (che ne diviene in tal modo catalizzatore) come nei primi lavori ad acetato. Una proiezione, indice del tentativo di far confluire due ambiti, l’uno nell’altro, e di preservare il reperto dall’azione dispersiva del tempo, facendo sì che esso divenga eredità appartenente non più unicamente al singolo individuo, ma bensì all’intera umanità, sulla base di un’azione artistica prossima all’installazione portata a emblema di una forma di scrittura che ha origine dalle sue stesse ceneri. Ciò che rimane del lavoro costituisce un lacerto, un lascito anonimo, senza titolo, appartenente ad un immaginario comune ad un ambito in cui la necessità di riappropriazione è più che mai attuale, e al cui interno chiunque sia portato a specchiarsi, vedendo legittimata la propria unicità in quanto esistente, seppur in un’accezione partecipata e relazionale.